Le ultime statistiche pubblicate dall’ International Labour Office rivelano che il numero di persone costrette ai lavori forzati è arrivato a 21 milioni, metà dei quali si trovano nelle regioni asiatiche.

Di questi, ben 5,5 milioni sono bambini e si stima che almeno 250 mila di questi bambini lavorino nel settore della produzione di tappeti, nonostante le leggi che vietano il lavoro minorile.

L’International Labour Office afferma che molti di questi minori sono nati da genitori che erano essi stessi bambini lavoratori e, per questo, sono in qualche modo costretti a continuare una sorta di tradizione di famiglia che li tiene incatenati ad una vita fatta di povertà.

L’obbiettivo dell’associazione GoodWeave è, quindi, quello di educare i bambini che vivono nelle zone di tessitura in modo che possano sfuggire al loro destino di lavoratori forzati e a questo circolo vizioso di povertà.

Questo è uno degli aspetti chiave del lavoro di GoodWeave che ha contribuito all’apertura del primo Centro di Sviluppo dell’infanzia a Atterkhel, vicino a Kathmandu, in Nepal. L’apertura di questo centro, avvenuta nel mese di aprile, è stato un momento di gioia, non solo per i bambini.

Progetti come questo, finanziati dall’associazione, hanno lo scopo di fornire benefici immediati e tangibili sulla popolazione e giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione del lavoro minorile.

Il Centro di Atterkhel è il quarto di questo tipo aperto da GoodWeave in Nepal e si basa, quindi, su un modello già provato e accolto in modo favorevole dai produttori di tappeti della zona che collaborano con l’associazione.

Questo articolo è stato inserito Monday 27 August 2012 alle 3:20 am.
Argomento: Curiosità.

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