Versatili sia sotto il profilo pratico sia estetico, i tappeti sono complementi d’arredo di grande fascino. Hanno il pregio di definire o valorizzare particolari zone di un ambiente e di armonizzare mobili di stili differenti. Senza dimenticare che in alcuni casi rappresentano anche una forma di investimento.

Nella tradizione

1. Ha una densità di 180mila nodi/m2 il tappeto in lana e seta, Clem Clem di Ilullian.

I più famosi sono i cosiddetti tappeti orientali. Questo termine generico raggruppa modelli di diversa provenienza. Fra questi, gli antichi manufatti persiani sono considerati i più pregiati e anche i più raffinati.

  • A determinarne il valore sono l’epoca di realizzazione, il tipo di lavorazione, la complessità del disegno e il materiale con cui sono realizzati. Negli esemplari antichi, incidono anche la quantità e la qualità di eventuali restauri.
  • Annodati a mano, erano e tuttora sono lavorati con tecniche che variano a seconda della zona di provenienza. Accanto alla Persia, fra i maggiori produttori Turchia, Turkistan e Paesi di Asia Centrale, Caucaso, India e Cina.
  • Fra i tappeti d’epoca, in contesto europeo altrettanto pregiati sono i cosiddetti Aubusson francesi, realizzati a telaio con trama ad arazzo.

2. Per riproporzionare i volumi: in un ambiente molto ampio, il tappeto permette di interrompere la continuità dello spazio, creando un punto di attenzione che cambia la percezione visiva della stanza.

Uno sguardo al presente

Bianco e nero, in versione pop: l'abbinamento di questi due colori-non colori produce solitamente un effetto un p’ freddo che richiama contesti minimal. Il motivo floreale stilizzato smorza il rigore del contrasto netto e aggiunge un po’ di brio.

Accanto ai tappeti orientali, esiste un vasto panorama di modelli contemporanei, caratterizzati da motivi decorativi geometrici, disegni astratti o stilizzati e tinte unite.

  • La nuova produzione si differenzia per aspetto esteriore, arricchimento di materiali e, in alcuni casi, metodi di lavorazione. Inoltre consente spesso la realizzazione di prodotti su misura, talvolta da personalizzare. Ai filati più diffusi, lana, cotone e seta, quest’ultimo di gran lunga il più prezioso, si accostano per esempio lino, ciniglia, feltro, juta e canapa. E ancora cocco o sisal, proposti per lo più per stuoie e passatoie, spesso bordate con tessuti di colore in contrasto.
  • La produzione industriale allarga il campo anche a fibre sintetiche come acrilico, poliestere, polipropilene nylon, viscosa, che coniugati in un’ampia scala cromatica si traducono in tappeti di grande impatto estetico, di estrema praticità e facile manutenzione.

La moda è a tinte chiare

Alcune tra le intramontabili come beige, panna, écru, sabbia sono spesso proposte in abbinamenti tono su tono, su superfici molto morbide dal vello fitto. Fra le tonalità più decise ci sono invece glicine, fucsia, malva e rosso in diverse nuance.

4. Coloranti vegetali e minerali per il tappeto Flower di Illulian, in seta e lana.

Ton sur ton

A sinistra, raffinato ed elegante l’abbinamento di panna e beige ammorbidisce l’atmosfera esaltando la luminosità dell’ambiente.

Colori e fantasie

Come tutti rivestimenti tessili, anche i tappeti hanno il pregio di cambiare facilmente l’aspetto della stanza.

  • Nella scelta va considerato innanzitutto il rapporto con il pavimento: se ha una finitura neutra, un modello fantasia o di colore in contrasto tende a rendere più dinamico l’insieme. Se invece la pavimentazione é già decorata, è bene ricercare dei richiami cromatici per un risultato di maggiore armonia.
  • Questo criterio d’arredo vale anche rispetto agli altri rivestimenti in tessuto, come imbottiti, tendaggi oppure tappezzerie murali.

5. Adatto per interni ed esterni, il tappeto Ray di paola Lenti è in trecce di filato Rope e rifinito con nastro nello stesso filato. Si può personalizzare nella dimensione desiderata.

All’origine il telaio

Alla base della lavorazione delle fibre tessili c’è la cardatura, un processo fondamentale che consiste nel liberarle dalle impurità, districarle e renderle parallele.

ANNODATURA A MANO

Tipica dei tappeti orientali, ma estesa anche a lavorazioni contemporanee, è la tecnica più nota che comporta i tempi di realizzazione più lunghi. Su un telaio vengono, annodati a mano piccoli pezzi, in genere di lana, intorno ai fili dell’ordito, cosi da ottenere una superficie pelosa. I nodi sono in numero variabile, più questo è elevato più è pregiato il manufatto. I tipi principali di annodatura sono due: Ghiordes o nodo turco, e Senneh, detto anche nodo persiano.

6. E' in 100% lana il tappeto Demure Soft Gray di Stepevi. Disponibile anche su misura

TAFTATURA

Si tratta di un moderno procedimento di lavorazione semi manuale che consente di ottenere tappeti dal vello molto fitto, applicando i punti sull’ordito con l’ausilio di una pistola ad aria compressa.

CON TELAI MECCANICI

Realizzati su telai automatici con l’impiego di fibre sintetiche questi tappeti sono molto resistenti; a costi contenuti uniscono un aspetto gradevole.

AD ARAZZO

Tipica lavorazione dei “kilim“. Sempre di origine orientale, sono tappeti tessuti a telaio, ma non annodati. E’ un intervento che produce un aspetto double-face e uno spessore ridotto.

Corrispondenza perfetta

Della stessa larghezza del divano: è la dimensione ideale del tappeto quando è collocato davanti alle sedute. Molti modelli si possono realizzare su misura e questo facilita la scelta; nel caso invece di dimensioni standard, meglio sceglierlo un pò più piccolo piuttosto che farlo sporgere ai lati dell’imbottito.

Effetti scolpiti

I motivi decorativi in molto casi sono frutto del tipo di lavorazione, che determina texture morbide al tatto e molto accattivanti alla vista.

Fa da trait d’union

Una sedia di design e un tavolino déco: per amalgamare gli stili è perfetto il tappeto moderno che riprende i colori di entrambi in un motivo grafico enfatizzato dal vello rasato.

fonte: Cose di Casa – febbraio 2011

7. E' realizzato a mano a telaio il tappeto Blocks di Illulian in lana e seta.

Questo articolo è stato inserito Saturday 5 February 2011 alle 12:18 pm.
Argomento: Curiosità.

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