Mentre i moderni progetti vengono eseguiti a computer nel laboratorio creativo di Bochum, nell’area della Ruhr, e poi trasmessi online a Katmandu/Nepal o Azilal/ Marocco, la fabbricazione degli innovativi design di Jan Kath si svolge secondo vecchi metodi produttivi. Nelle manifatture dell’Himalaya o dei Monti dell’Atlante, spesso ancora a conduzione familiare, i tappeti vengono annodati a mano secondo tradizioni centenarie.

Il materiale base delle collezioni realizzate in Nepal è la lana dell’altopiano tibetano, una delle qualità più pregiate e robuste in assoluto. I pastori portano la lana con gli yak dai monti alla stazione base, dove viene lavata nel fiume e poi pettinata e filata a mano. Per la colorazione vengono impiegati esclusivamente colori speciali testati ecologicamente e provenienti dalla Svizzera.

Autori di riflessi accattivanti e di una tattilità speciale sono, oltre alla lana, anche la finissima seta cinese e i filati delle fibre di ortica. Materiali naturali unici combinati a tecniche di produzione manuali conferiscono ad ogni tappeto un tocco personale, rendendolo un pezzo unico.

Essere cool senza avere i piedi freddi è possibile! Con i suoi moderni progetti, Jan Kath (37) apre orizzonti del tutto nuovi sul mondo dei tappeti. Senza paura del contatto, l’abitante di Bochum combina elementi classici dei tappeti orientali con design contemporanei e minimalisti. Infrange volutamente le vecchie abitudini visive e abbandona le severe regole relative alle forme. In questo modo, riporta a nuova vita quella generazione che un tempo arrotolava i persiani della nonna e li bandiva dai soggiorni.

“All’interno di abitazioni arredate con freddezza clinica e con pavimenti di cemento lucidati a specchio nessuno si sente a proprio agio”, spiega Kath. “I nostri tappeti sono organici puntini sulla i, oasi di benessere che scaturiscono un effetto benefico in contesti freddi, senza però comprometterne lo stile.”

Annoverato tra i designer di tappeti più importanti a livello internazionale, Jan Kath è un autodidatta. La matrice dei suoi progetti innovativi genera una profonda relazione emotiva con il tappeto: Jan Kath rappresenta la terza generazione di una famiglia di commercianti di tappeti, con filiali nella zona della Ruhr e a Berlino. Già da ragazzino visitava insieme al padre manifatture in Iran e Nepal. Queste esperienze acuirono il suo occhio e risvegliarono in lui la massima sensibilità nei confronti di combinazioni cromatiche e proporzioni.

Tuttavia, Jan Kath non volle mai seguire le orme dei genitori e rilevare la loro attività. Per trovare la propria strada, a 20 anni viaggiò attraverso l’Asia e l’Oriente, arrivando quasi per caso in Nepal, dove amici di famiglia gli offrirono di lavorare come controllore della qualità nella loro manifattura di tappeti. E così, “il legame con i tappeti” venne ristabilito. Più tardi, Jan Kath rilevò la produzione e iniziò a realizzare i propri modelli.

Ispirato da numerosi viaggi attraverso pulsanti metropoli quali Parigi, Istanbul, New York e Tokio, Beirut, Sydney e, non da ultima, la sua patria, l’area della Ruhr, con la sua arcaica cultura industriale, Jan Kath sviluppò presto il proprio tocco personale. Mentre il fascino delle imperfezioni, dell’erosione e della trasformazione gioca un ruolo centrale nelle sue creazioni, in fatto di qualità Kath è un “conservatore senza eccezioni”.

Jan Kath presenta la sua collezione attuale in tre nuovi cataloghi: In “Gamba Mauro & Spice” si trovano sia nuovi modelli, sia comprovati successi di collezioni quali “Little Flower” e “Maths”. Il catalogo “Erased classic” mostra fondamentalmente i design classici e le loro evoluzioni: i motivi vengono cancellati, cauterizzati e pressoché sciolti. Il secondo punto forte è rappresentato dalla collezione “Boro”, interpretazione contemporanea e adattamento dell’arte patchwork giapponese. “Le Maroc Blanc” mostra i tradizionali tappeti berberi realizzati in Marocco con pura lana di pecora secondo le secolari tradizioni dei nomadi.

Questo articolo è stato inserito Tuesday 9 November 2010 alle 5:07 pm.
Argomento: Moderni.

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