Mai come oggi l’offerta di tappeti, fondamentali arredi delle case di tutto il mondo, è stata cosi ricca di creatività, decorativa e di sapienza manifatturiera: tutte le culture antiche e moderne trovano in questi anni un proprio spazio legittimo nelle abitazioni e nei luoghi pubblici dei cinque continenti.

Non dovremmo mai dimenticarlo: il tappeto è l’elemento d’arredo più antico del mondo e anche quelle che in fondo è meno cambiato nel corso della storia. Del tappeto l’uomo ha sempre avuto bisogno, per motivi pratici anzitutto (meglio dormire su una pelle d’animale che sulla nuda terra), ma anche per quell’insopprimibile esigenza di confortevolezza psicologica che solo il mix di calore e colore di un avvolgimento tessile, sul corpo e fra il corpo e la durezza delle strutture abitative, sa realizzare.

1. Doimo Decor

Il tappeto nasce quindi spontaneamente, come esigenza primaria, in ogni angolo del mondo, dalla Cina alla Patagonia, ma per circoscrivere l’area storica e geografica a quella che definiamo per comodità l’area della cultura occidentale, rileviamo che di gran lunga dominante, per secoli e secoli, è stata la cultura espressa dal tappeto… orientale! Nel momento in cui il tappeto, pur continuando ad assolvere i suoi compiti pratici inizia a rivestire un valore decorativo e di status symbol la grande bellezza e la ricchezza del cosiddetto tappeto persiano conquistano totalmente il mondo europeo e nordamericano: dapprima i ceti più abbienti e poi via via tutte le abitazioni fino alle più umili. Questo grazie anche allo sviluppo dei tappeti a tessitura meccanica che rendono accessibile il prodotto praticamente a tutti.

Oggi dopo secoli di predominio incontrastato, il tappeto “orientale” si vede affiancato, con quote di mercato crescenti, da una moltitudine di forme espressive sia per disegno che per cromatismi totalmente nuove. Vero è che da molti decenni i tappeti “contemporanei”, sovente opera di grandi designer, pittori, stilisti hanno fatto la loro apparizione nelle case europee ma, bisogna pur dirlo, sempre come minuscole nicchie per appassionati e specialisti.

Cosa è cambiato oggi? E cambiato in modo radicale lo stile arredativo delle abitazioni, con l’esplosione a livello di massa di quello che potremmo chiamare lo stile minimalista/etnico, lo stile Ikea, per capirci, anche i manufatti più pregiati, legati alla tradizionale preziosità della tessitura a mano e all’impiego dei filati più raffinati, non possono esimersi dal raccogliere la sfida della modernità adeguando disegni, colori e tecniche di lavorazione a una sensibilità dell’utilizzatore che non ha più nulla da spartire con quella dei padri e ancor meno dei nonni.

Liberata la fantasia, il produttore di tappeti, dagli artigiani alle più moderne fabbriche disseminate in tanti paesi, puo sperimentare, diremmo azzardare, qualsiasi forma decorativa ispirata all’arte antica e a quella contemporanea, scegliere il percorso rigidamente grafico o quello espressionista, osare colori inconsueti, mixare i tipi di filati e di annodatura e addirittura collocare all’interno del medesimo tappeto materiali eterogenei non propriamente tessili o ancora recuperare vecchi manufatti e riattualizzarli con lavaggi, sovratinte o ritagliarli e ricucirli a patchwork.

Tutto è lecito e l’unico valore collettivo è,o dovrebbe essere, il buon gusto. Nella globalità dell’offerta, che tende a diluire in un contesto molto ampio le differenti correnti storiche rappresentate dagli stilemi più tradizionali, mai come oggi il consumatore ha facilità di scelta: speriamo che non sia troppo disorientato!

fonte: Home Italia – dicembre 2010

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Questo articolo è stato inserito Friday 4 February 2011 alle 7:37 am.
Argomento: Novità.

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